Sciopero dell’igiene ambientale, presidio dei lavoratori davanti alla sede Iren di Borgoforte
PIACENZA – Il segretario generale della CGIL di Piacenza, Ivo Bussacchini, guida la struttura sindacale della prima “borsa del lavoro” istituita in Italia – quella di Piacenza, fondata nel 1891. Con l’avvicinarsi della nuova legge di bilancio e della manovra economica, la CGIL nazionale ha rilanciato le sue critiche contro una strategia che, a suo avviso, penalizza lavoratori e pensionati anziché investirli in salario, welfare e servizi pubblici.
In questa intervista, Bussacchini spiega perché anche a livello locale l’appuntamento dello sciopero generale del 12 dicembre assume un valore emblematico: non solo protesta, ma proposta per un’Italia più giusta.

Ivo Bussacchini,
segretario generale Cgil Piacenza
D: Segretario Bussacchini, perché la CGIL ha proclamato lo sciopero generale del 12 dicembre?
R: Lo sciopero nasce dalla necessità di opporci a una legge di bilancio che scarica i costi della crisi su lavoratori e pensionati, favorendo invece rendite, profitti ed extraprofitti. È una manovra che, nonostante venga raccontata come a favore dei redditi più bassi, in realtà aumenta il drenaggio fiscale: ci sono meno risorse in busta paga e meno finanziamenti ai servizi pubblici.
D: Qual è, nel concreto, il problema principale della manovra?
R: I salari restano fermi mentre l’Italia cresce meno degli altri Paesi europei e la qualità della vita peggiora. Il Governo considera lavoratori e pensionati come il suo “albero degli zecchini d’oro”, ma sono proprio loro a far vivere il Paese, non la finanza o le rendite. Noi questa impostazione non l’accettiamo.
D: La CGIL ha denunciato un pesante arretramento sul fronte della sanità pubblica. Cosa sta accadendo?
R: La spesa sanitaria pubblica è scesa sotto il 6% del PIL, mentre quella privata supera i 41 miliardi. Milioni di persone rinunciano a curarsi o sono costrette a rivolgersi al privato. Tagliare la sanità significa abbandonare i più fragili e violare il principio costituzionale di uguaglianza.
D: E per quanto riguarda le pensioni?
R: Il Governo ha eliminato ogni forma di flessibilità in uscita, tradendo le promesse elettorali e introducendo nuove penalizzazioni per chi ha già lavorato una vita. Meloni e Salvini, su questo, stanno facendo peggio di Monti e Fornero. Chi ha dato tutto al Paese merita rispetto, non ulteriori sacrifici.
D: Ci sono poi investimenti molto elevati in spesa militare. Perché lo considerate un problema?
R: Perché nel prossimo triennio gli investimenti in armamenti arriveranno a 23 miliardi di euro, mentre per scuole, ospedali e sicurezza sul lavoro “non ci sono risorse”. Non ci sono soldi per gli ospedali, ma ci sono per le armi: questa è una scelta politica, e secondo noi è una scelta sbagliata.
D: Che alternativa propone la CGIL?
R: Serve restituire il drenaggio fiscale, aumentare i salari, rinnovare i contratti nazionali, investire davvero in sanità e servizi pubblici e fermare l’aumento dell’età pensionabile. Le risorse vanno prese dove sono: nei profitti, negli extraprofitti e nell’evasione fiscale, non nel portafoglio di chi lavora.
D: Lo sciopero del 12 dicembre ha anche una dimensione costituzionale. In che senso?
R: Ci opponiamo al premierato e all’autonomia differenziata, che consideriamo un attacco all’equilibrio democratico e ai diritti di cittadinanza. Difendere la Costituzione significa difendere chi lavora. Non permetteremo che si smonti la Repubblica nata dalla Resistenza.
D: Cosa si aspetta da questa giornata di mobilitazione?
R: Sarà una giornata di protesta ma anche di proposta. Scioperiamo per un lavoro dignitoso, per la pace, per un’Italia più giusta. Senza lavoro dignitoso non c’è libertà e senza pace non c’è democrazia.



Il Segretario generale della Camera del Lavoro di Piacenza, Ivo Bussacchini


















