I dati più recenti su redditi, retribuzioni e condizioni di lavoro restituiscono per Piacenza un quadro che segue da vicino le tendenze regionali, ma con tratti specifici che meritano attenzione. Anche nel territorio piacentino, infatti, la crescita nominale dei redditi non si traduce in un reale miglioramento delle condizioni di vita, schiacciata dall’aumento dei prezzi e da una struttura del lavoro sempre più frammentata.
Redditi: Piacenza sotto la media regionale, crescita inferiore all’inflazione
Nel 2023 (dichiarazioni 2024), il reddito imponibile medio pro capite nella provincia di Piacenza è pari a 24.751 euro, leggermente al di sotto della media regionale. L’aumento rispetto all’anno precedente è stato del +4,6%, un dato che resta inferiore all’inflazione e che quindi segnala una perdita di potere d’acquisto
Nel comune di Piacenza, il reddito medio imponibile sale a 26.473 euro, ma anche qui la crescita (+4,1%) non è sufficiente a compensare l’aumento del costo della vita. La distanza tra capoluogo e aree interne resta marcata: nei comuni appenninici piacentini come Farini, Morfasso e Zerba i redditi medi restano tra i più bassi dell’intera Emilia-Romagna, con valori ampiamente sotto i 18.000 euro annui OEL_REDDITI_RETRIBUZIONI_POVERT….
Quasi tre contribuenti su dieci sotto i 15.000 euro
Un dato particolarmente significativo riguarda la distribuzione dei redditi: il 28,8% dei contribuenti piacentini dichiara meno di 15.000 euro lordi annui, una quota solo di poco inferiore alla media regionale. Al tempo stesso, solo il 3,3% supera i 75.000 euro, confermando una struttura dei redditi fortemente concentrata nella fascia medio-bassa OEL_REDDITI_RETRIBUZIONI_POVERT….
Nel capoluogo la forbice si allarga: scende leggermente la quota sotto i 15.000 euro, ma cresce quella dei redditi più alti, segno di disuguaglianze interne sempre più marcate anche all’interno della città.
Lavoro dipendente: salari bassi e potere d’acquisto in calo
Se si guarda ai redditi da lavoro dipendente, Piacenza si colloca nuovamente sotto la media delle province più forti della regione. Il reddito medio annuo da lavoro dipendente è pari a 24.869 euro, cresciuto del +4,8% rispetto al 2022: anche in questo caso, meno dell’inflazione OEL_REDDITI_RETRIBUZIONI_POVERT….
Nel 2024, la retribuzione media giornaliera dei dipendenti privati non agricoli a Piacenza è di 111,4 euro, con un aumento del +3,6% sull’anno precedente. Un incremento che non consente di recuperare la perdita accumulata negli ultimi anni: nel triennio 2021–2024 il potere d’acquisto delle retribuzioni è diminuito di oltre il 7% OEL_REDDITI_RETRIBUZIONI_POVERT….
Solo metà dei lavoratori ha un impiego stabile e continuativo
Il dato forse più preoccupante riguarda la struttura dell’occupazione. In provincia di Piacenza solo il 52,5% dei lavoratori dipendenti privati lavora a tempo pieno, per tutto l’anno, con contratto a tempo indeterminato. Tra le donne questa quota scende al 36,7%. Il part-time riguarda il 41,3% delle lavoratrici, spesso non per scelta ma come unica modalità di accesso al lavoro OEL_REDDITI_RETRIBUZIONI_POVERT….
Piacenza presenta una maggiore stabilità rispetto alle province turistiche, ma resta evidente una frammentazione del lavoro che colpisce soprattutto donne, giovani e lavoratori impiegati nei settori meno tutelati.
Logistica e servizi: lavoro diffuso, salari compressi
Dal punto di vista settoriale, Piacenza si distingue per l’elevata incidenza di occupazione nel trasporto e magazzinaggio (12,8%) e nelle agenzie di lavoro e servizi alle imprese, comparti che spesso combinano turnazioni intense, appalti, subappalti e salari compressi. Una specializzazione produttiva che continua a reggere l’occupazione, ma che fatica a garantire qualità e stabilità del lavoro.
Una crescita che non migliora la vita
Nel complesso, i dati confermano che anche a Piacenza redditi e salari crescono meno dei prezzi, mentre aumenta la difficoltà per una parte consistente della popolazione di vivere dignitosamente del proprio lavoro. La presenza di ampie fasce di lavoratori poveri, l’erosione del potere d’acquisto e il peso crescente dei costi dell’abitare e dei servizi essenziali rischiano di trasformare una fragilità congiunturale in una condizione strutturale.
In questo contesto, il rilancio del lavoro stabile, il rafforzamento della contrattazione, il sostegno ai salari e politiche pubbliche su casa e welfare diventano snodi centrali anche per il territorio piacentino. Perché senza una redistribuzione più equa della ricchezza prodotta, la crescita resta solo un dato statistico e non un miglioramento reale delle condizioni di vita.






















