SPI, FNP e UILP a confronto con l’azienda sanitaria insieme alle confederazioni. Al centro gli investimenti del PNRR e la riorganizzazione della medicina di base: in provincia previsti sei presidi di prossimità e due ospedali di comunità
PIACENZA – Il futuro della sanità territoriale piacentina e l’attuazione degli investimenti del PNRR sono stati al centro di un confronto tra Azienda Usl di Piacenza e organizzazioni sindacali, con la partecipazione dei sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, insieme alle confederazioni e alle categorie del settore.
L’incontro, previsto dal protocollo sulle relazioni sindacali, ha affrontato il tema della riforma della medicina territoriale, uno dei pilastri della Missione Salute del PNRR che punta a rafforzare l’assistenza di prossimità e ridurre la pressione sugli ospedali.
Il nuovo modello della medicina territoriale
Ad aprire il confronto è stata la direttrice generale dell’Ausl Paola Bardasi, che ha illustrato il nuovo assetto organizzativo basato sulle Aggregazioni funzionali territoriali (AFT) dei medici di medicina generale.
Nel territorio piacentino sono previste undici aggregazioni, con l’obiettivo di garantire l’assistenza medica dalle 8 alle 20 e coordinare l’attività dei servizi territoriali.
A questo livello organizzativo faranno riferimento i principali presidi della nuova sanità territoriale:
- Case della comunità
- Ospedali di comunità
- Centri di assistenza urgenza (CAU)
- continuità assistenziale (le ex guardie mediche)
Gli investimenti del PNRR nel Piacentino
La riforma si inserisce nel piano di investimenti previsto dal PNRR per la sanità territoriale, che nel Piacentino prevede la realizzazione di sei Case della comunità e due Ospedali di comunità, oltre al rafforzamento dell’assistenza domiciliare e dei servizi digitali.
Secondo quanto illustrato dall’azienda sanitaria durante l’incontro, le nuove strutture dovranno essere operative entro i primi giorni di maggio, mentre la piena attuazione del nuovo modello organizzativo è prevista entro il 30 settembre 2026.
Il nodo del personale
Durante il confronto i sindacati hanno sottolineato come la riforma potrà funzionare solo se le nuove strutture saranno dotate di personale adeguato.
Pensionati e confederazioni hanno evidenziato il rischio che Case della comunità e presidi territoriali restino contenitori vuoti se non verranno rafforzati organici e servizi.
Per questo il confronto con l’Ausl continuerà nelle prossime settimane con incontri di monitoraggio sull’attuazione dei progetti.
Il ruolo degli ospedali di comunità
Nel corso dell’incontro si è parlato anche degli Ospedali di comunità, con particolare attenzione alla struttura prevista nell’area dell’ex clinica Belvedere a Piacenza.
Queste strutture dovranno svolgere un ruolo importante nel favorire le dimissioni protette dagli ospedali, ma potranno accogliere anche pazienti inviati direttamente dai medici di medicina generale, tenendo conto non solo delle condizioni cliniche ma anche del contesto sociale.
Il tema delle vallate
Un passaggio specifico ha riguardato l’organizzazione dei servizi nelle aree montane e nelle vallate della provincia.
Secondo quanto illustrato dall’Ausl, i medici di famiglia potranno continuare a operare nelle sedi attuali, pur facendo riferimento alle aggregazioni territoriali. In alcune zone sarà inoltre garantita la presenza della continuità assistenziale.
Sale operatorie di Fiorenzuola
Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato il programma di avvio delle nuove sale operatorie dell’ospedale di Fiorenzuola, con l’inizio dell’attività previsto dal 9 marzo.
Il confronto tra azienda sanitaria e organizzazioni sindacali proseguirà nel mese di aprile, con nuovi incontri dedicati al monitoraggio della riorganizzazione della sanità territoriale.





















