Home / Lotte e vertenze / 8 marzo, a Piacenza scuola e terziario in sciopero: “Non solo celebrazione, ma lotta per i diritti delle donne”

8 marzo, a Piacenza scuola e terziario in sciopero: “Non solo celebrazione, ma lotta per i diritti delle donne”

Non solo celebrazione, ma mobilitazione. Anche a Piacenza la Giornata internazionale dei diritti delle donne diventa occasione di protesta e rivendicazione. Le segreterie provinciali di Flc Cgil (istruzione, università, ricerca, Afam) e Filcams Cgil (commercio, turismo e servizi) hanno proclamato lo sciopero per l’intera giornata di lunedì 9 marzo, aderendo alla mobilitazione nazionale delle due categorie.

L’obiettivo, spiegano i sindacati, è trasformare la ricorrenza dell’8 marzo in un momento di lotta concreta contro le disuguaglianze di genere e contro una cultura patriarcale che continua a produrre effetti pesanti nel mondo del lavoro e nella società.

«L’astensione dal lavoro nasce dalla necessità di trasformare la ricorrenza dell’8 marzo in un momento di mobilitazione concreta contro una cultura patriarcale radicata e ancora dilagante – spiegano in una nota Flc e Filcams Cgil di Piacenza –. Vogliamo denunciare l’irresponsabilità e l’arretratezza culturale della classe politica che oggi guida il Paese: una destra di governo di fronte alla quale è necessaria una reazione decisa, immediata e strutturata anche da parte del mondo del lavoro».

Disuguaglianze e lavoro povero

Tra le ragioni dello sciopero vi è il persistente divario salariale di genere. Secondo le stime citate dalle categorie sindacali, a Piacenza il gender pay gap può arrivare in media fino al 30%. Un dato che si inserisce in un quadro nazionale segnato da forti disuguaglianze retributive e da una diffusione crescente del lavoro povero.

In questo contesto pesa anche la distribuzione diseguale del lavoro di cura, che continua a gravare prevalentemente sulle donne, spesso senza un adeguato riconoscimento economico e sociale.

«Questa mobilitazione – precisano i sindacati – non è un’iniziativa isolata, ma l’espressione di un impegno quotidiano nei luoghi di lavoro».

I settori più colpiti

Le criticità emergono con particolare evidenza nei settori rappresentati dalle due categorie. Nel terziario, nel turismo e nei servizi, spiegano Flc e Filcams, il lavoro femminile è spesso caratterizzato da part-time involontari e frammentati, che rendono difficile raggiungere una reale autonomia economica.

Anche nel mondo della conoscenza – scuola, università e ricerca – il tema della precarietà continua a colpire soprattutto le lavoratrici.

«Anche a Piacenza – concludono i sindacati – precarietà e bassi salari colpiscono in particolare il terziario e il mondo della conoscenza».

Le preoccupazioni sul piano legislativo

Tra i temi al centro della mobilitazione vi è anche la critica ad alcune scelte del Governo in materia di diritti e tutele. In particolare, viene contestato il disegno di legge sulla violenza sessuale, accusato di introdurre dinamiche di vittimizzazione secondaria: la sostituzione del concetto di consenso libero e attuale con quello di dissenso, secondo i sindacati, rischierebbe di spostare la responsabilità sulla vittima.

Le categorie denunciano inoltre la chiusura sull’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, ritenuta uno strumento importante per contrastare la violenza di genere e intervenire sulle radici culturali del problema.

Un quadro che, secondo la Cgil, si inserisce in una fase più ampia di arretramento sui diritti delle donne. «Non possiamo limitarci alle celebrazioni simboliche dell’8 marzo – ha dichiarato la segretaria confederale della Cgil Lara Ghiglione –. L’8 marzo deve essere una giornata di consapevolezza, denuncia e mobilitazione».

L’appello alla partecipazione

Le segreterie territoriali di Flc e Filcams Cgil rivolgono infine un appello a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori affinché partecipino alla mobilitazione.

«I diritti delle donne – sottolinea la Cgil – non sono concessioni, ma conquiste costruite con battaglie collettive». Anche per questo, l’8 marzo – e lo sciopero del 9 – vogliono essere a Piacenza un momento di partecipazione e di rivendicazione per più diritti, più dignità e una società più giusta.

Social

Banner CGIL Piacenza

Articoli

Argomenti