Sanità pubblica, assistenza agli anziani, politiche per la casa, sostegno alle famiglie e contrasto al caro bollette. Sono questi alcuni dei temi al centro della piattaforma per la Contrattazione sociale territoriale 2026 che Cgil, Cisl e Uil – insieme alle categorie dei pensionati – hanno inviato nei giorni scorsi a tutti i Comuni della provincia di Piacenza.
Un documento che segna l’avvio di una nuova fase di confronto tra sindacati e amministrazioni locali su politiche sociali, fiscali e di welfare. Nel 2025 questo percorso aveva già portato alla firma di 21 tra protocolli d’intesa e verbali di incontro, coinvolgendo 31 comuni del territorio.

Una leva per i diritti di cittadinanza
Per le organizzazioni sindacali la contrattazione sociale territoriale rappresenta uno strumento decisivo per intervenire su molte questioni che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini.
Tra le priorità indicate nella piattaforma ci sono:
- il rafforzamento della sanità pubblica e del Servizio sanitario nazionale
- le politiche per anziani, non autosufficienza e disabilità
- l’incremento delle risorse per l’assistenza domiciliare
- il contrasto alla povertà e al disagio economico
- le politiche giovanili e dell’istruzione
- la revisione delle politiche fiscali e tariffarie locali, con addizionali Irpef più progressive e una maggiore lotta all’evasione
- il trasporto pubblico locale
- le politiche per l’immigrazione e la parità di genere
- il contrasto al gioco d’azzardo, definito una vera emergenza sociale
- le politiche per la casa, in un contesto in cui il disagio abitativo continua a crescere.
Più trasparenza sulla spesa sociale
Nel documento inviato ai Comuni viene chiesto anche un maggiore livello di trasparenza sui bilanci degli enti locali.
In particolare, i sindacati propongono che i Comuni alleghino ai bilanci tabelle comparative sulla spesa sociale degli ultimi tre anni, in modo da valutare l’andamento reale delle risorse destinate al welfare territoriale.
Secondo Cgil, Cisl e Uil, in una fase segnata da tensioni internazionali e da una crescente economia di guerra – con l’aumento delle spese militari e le conseguenze economiche sui cittadini – diventa ancora più importante difendere e rafforzare le risorse destinate al sociale.
Territori fragili e aree montane
Un altro punto centrale riguarda le aree periferiche e montane della provincia, dove il confronto tra sindacati e amministrazioni dovrà svilupparsi attraverso tavoli specifici.
L’obiettivo è affrontare i problemi di tenuta sociale, economica e demografica di questi territori, che spesso soffrono di spopolamento, carenza di servizi e difficoltà nei collegamenti.
Nel confronto rientrano anche i temi della tutela ambientale e del caro energia, con la richiesta di destinare risorse specifiche a sostegno delle famiglie più vulnerabili per mitigare l’impatto delle bollette.
Una nuova stagione di iniziativa sindacale
“Per le organizzazioni sindacali la contrattazione sociale territoriale resta uno dei principali strumenti per tradurre concretamente, a livello locale, i diritti del lavoro e quelli di cittadinanza. Occorrono più risorse per welfare e servizi” spiega Claudio Malacalza, segretario generale dello Spi Cgil di Piacenza.
Per questo Cgil, Cisl e Uil parlano della necessità di rilanciare una nuova stagione di iniziativa sindacale nei territori, capace di rispondere ai bisogni vecchi e nuovi delle comunità locali.
Un protagonismo che, se necessario, potrà assumere anche forme conflittuali, ma che punta soprattutto a costruire un confronto stabile con Comuni, distretti e Ausl, affinché le politiche sociali restino una priorità nell’agenda delle amministrazioni locali.





















