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“Lavoro povero vera emergenza”. Servizi, appalti e tempo di vita: parla Marco Pascai, neo segretaro Filcams Cgil Piacenza

Dalla vigilanza nel polo logistico ai parcheggi, dalle pulizie al commercio: il lavoro nei servizi cresce ma resta tra i più fragili. Marco Pascai è il nuovo segretario generale della Filcams Cgil di Piacenza. Lo abbiamo intervistato per capire quali saranno le priorità del suo mandato e cosa raccontano oggi le vertenze del territorio.

Marco Pascai, 48 anni, qui in un intervento nel corso dell’Assemblea generale Filcams che lo ha votato Segretario generale di categoria.

Pasca, arriva alla guida della Filcams in una fase in cui il lavoro nei servizi cresce ma resta tra i più fragili: appalti, part-time involontari e bassi salari. Qual è oggi la vera emergenza del lavoro terziario a Piacenza?

Sono arrivato oggi alla guida della Filcams ma la mia storia sindacale parte da lontano: la mia prima tessera Cgil è proprio della Filcams, nel 2003. Non è una categoria scoperta dopo — è la mia categoria da sempre: iscritto, Rsa, Rsu e poi funzionario.

La vera emergenza è il lavoro povero.

Noi rappresentiamo un mondo del lavoro che non è concentrato in una fabbrica o in un’unica azienda: nel commercio ci sono decine di insegne, piccoli punti vendita, spesso appena sopra i 15 dipendenti, con una presenza fortissima di lavoro femminile. Poi c’è il grande universo dei servizi e degli appalti.

Per iniziare a ribaltare la situazione servono due cose: più consapevolezza delle lavoratrici e dei lavoratori nel far rispettare i diritti e norme che tutelino davvero la genitorialità e contrastino part-time involontari e flessibilità subita.

Non è un problema solo di Piacenza: in tutte le aree industriali e commerciali gli appalti e il lavoro femminile vengono usati per abbassare il costo del lavoro sotto la soglia di povertà.

Negli ultimi mesi vi siete occupati di vertenze molto diverse: vigilanza nel polo logistico, parcheggi, pulizie. Cosa hanno in comune e cosa raccontano del modello economico locale?

Hanno in comune la stessa logica: esternalizzare il rischio e comprimere i salari. Cambia il settore ma il meccanismo è identico.

Nei servizi di sicurezza lo vediamo chiaramente, ma vale anche per pulizie e servizi pubblici. Dove l’economia è meno industrializzata e più turistica si arriva addirittura ai “lavoretti”: stagionali, lavoro a chiamata, spesso nero.

In altri Paesi — penso alla Spagna — il turismo è stato stabilizzato con leggi sul lavoro e ha prodotto effetti positivi su Pil e famiglie. Qui invece si continua a competere abbassando i diritti.

Aperture domenicali e festive: libertà d’impresa o diritto al tempo di vita?

La posizione della Filcams è sempre stata chiara: no al lavoro domenicale strutturale e ritorno a un sistema di aperture straordinarie.

Il tema viene spesso usato come bandiera mediatica, ma non ha creato un solo posto di lavoro in più. Ha invece peggiorato la vita delle persone.

Il diritto d’impresa non può incidere così violentemente sulla vita familiare. Una società sana dovrebbe puntare su relazioni e cultura, non sulla vendita continua di prodotti che potrebbero essere acquistati il giorno dopo senza cambiare nulla nell’economia.

Se davvero si vuole discutere seriamente, si vada in Parlamento con proposte concrete e confronto vero con le parti sociali. Il resto è propaganda.

Il sindacato nei servizi incontra lavoratori spesso giovani, precari o in appalto. Come cambia la rappresentanza rispetto alla fabbrica?

Nella fabbrica la rappresentanza nasce quasi naturalmente: stesso luogo, stessi orari, relazioni quotidiane.

Nel terziario dobbiamo inventare tutto. Il primo contatto spesso è individuale: una vertenza personale. Poi si costruisce il collettivo.

Le riunioni si fanno dove si può: per strada, in un bar, la sera dopo il turno o la mattina presto. Molti hanno paura a esporsi perché lavorano da soli.

Negli ultimi anni abbiamo sperimentato forme nuove: una rappresentanza collettiva “direttoriale”. Non sempre RSU o RSA sono praticabili; le decisioni vengono condivise e votate insieme alle lavoratrici e ai lavoratori. È il metodo che stiamo usando nella vertenza della vigilanza in Amazon.

La partecipazione alle assemblee è altissima: quando le persone si sentono parte di un percorso vero rispondono.

Se dovessi indicare una battaglia simbolica del tuo mandato — quella che direbbe ai lavoratori “la Filcams serve ancora” — quale sarebbe?

Ridare dignità economica e tempo di vita.
Significa combattere part-time involontari, appalti al ribasso e lavoro domenicale permanente.

Se riusciamo a migliorare concretamente la qualità della vita, non solo il salario, il sindacato torna ad avere senso per tutti.

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