PIACENZA – Cinque giornate diffuse, attraversando piazze, circoli e spazi sociali di periferia. Torna per la quarta edizione “Piacenza collettiva, settimana di popolo e di festa”, promossa da Cgil, Arci e Anpi di Piacenza. Un percorso che unisce memoria, cultura e socialità, costruendo una vera e propria “bussola” tra il 25 aprile e il Primo Maggio.
Si parte il 25 aprile: “la Liberazione è un cammino”: un invito concreto e simbolico a portare un fiore in ogni via della Resistenza. Alle ore 10 il corteo partirà da Piazzale Genova per arrivare in Piazza Cavalli, con le orazioni ufficiali – tra cui quella di Alberta Soliani di Anpi nazionale – accompagnate da canti e momenti di memoria condivisa. La giornata proseguirà con stand, la mostra su Emilio Canzi, giochi antichi e musica dal vivo con Erica Opizzi, Antonio Amodeo, Uganda e Corte dei Miracoli.

Il 26 aprile, ore 21, ingresso libero, nel Salone Nelson Mandela della Camera del Lavoro, spazio a “Ad ora certa: il jazz che racconta”. Ad ora certa: una suite per Primo Levi
Si tratta di una composizione per voce recitante e grande ensemble jazz in sei movimenti in cui si racconta attraverso la Musica composta e diretta da Luca Garlaschelli ed eseguita dalla Sugarino Project ed i testi raccontati dall’attore Gianluca Soren, la storia di Primo Levi, dalla sua cattura da Partigiano, al suo ritorno, attraverso la deportazione.
I sei movimenti sono suddivisi cronologicamente partendo dal 13 Dicembre 1943 data in cui Primo Levi viene arrestato dalla milizia fascista. I sei movimenti sono : Armistizio, il Viaggio, il Tramonto di Fossoli, Liberazione, la tregua e 11 febbraio 1946.
Alcuni di questi movimenti sono stati ispirati dalle poesie che Primo Levi scrive e che sono raccolte nell’opera “Ad ora incerta”, dove sono contenute le poesie che Levi ha composto in tutta la durata delle sua vita.
“Ad ora certa” vuole proprio essere per contrasto una composizione che sottolinea la volontà e il dovere di ricordare le circostanze per le quali si è consumato nello scorso secolo uno dei momenti più tristi che l’umanità ha vissuto.
In quest’occasione n collaborazione con ANPI di Piacenza all’interno del testo hanno trovato un giusto ricordo, perchè accomunati dalla vicenda tragica del campo di concentramento, alcune storie di Piacentini che hanno subito la deportazione e la persucuzione del regime fascista e nazista.
La Sugarino Projet è un ensemble formata da:
Tito Soren clarinetto
Alessandro Genua flauto
Riccardo Schiavo sax alto
Tommaso Mauri sax alto
Edoardo Viganò sax tenore
Matteo Bafile sax tenore
Marco Picelli sax baritono
Matteo Vertua tromba
Asia Sallemi tromba
Carmelo Rizzo trombone
Andrea Servidio piano
Samuele Frisenda contrabbasso
Alessandro Bazzoli batteria
Composizione e Direzione Luca Garlaschelli
L’attore Gianluca Soren sottolinea con dei testi i significati, le vicende e la cronologia della vicenda umana di Primo Levi.

Il 29 aprile alle 19, al circolo Arci Rathaus si terrà “Radium Girls: il corpo e il profitto”, proiezione e dibattito dedicati alla vicenda delle operaie esposte al radio. Una storia simbolo che interroga ancora oggi il rapporto tra lavoro, salute e diritti, ricordando come le conquiste in materia di sicurezza siano nate da ferite profonde.

Il 30 aprile e il 1° maggio tornano i concerti e l’energia di Cuncertass XVIII, che diventa maggiorenne. Due giornate di musica, socialità e partecipazione negli spazi della Coop Sant’Antonio. Il Primo Maggio, novità di questa edizione, si aprirà alle 12.30 con un pranzo collettivo “cantato”, per vivere insieme la festa del lavoro anche a tavola.

“Piacenza collettiva” è molto più di un calendario di eventi: è uno spazio condiviso in cui memoria e presente si incontrano, in cui la Resistenza dialoga con le nuove forme del lavoro e della partecipazione. Un modo per attraversare insieme una settimana simbolica, tenendo insieme cultura, diritti e comunità.
Nel 2026, a ottant’anni dalla nascita della Costituzione, la settimana si carica di un significato ancora più forte: soffiare su queste candeline significa riaffermare, con il fiato di chi continua a resistere, i valori di democrazia, lavoro e giustizia sociale che la tengono viva ogni giorno.























