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“Avremo cura di te”, l’intervento di Malacalza (Spi Cgil) sulla campagna per la non autosufficienza

Di Claudio Malacalza, segretario generale Spi Cgil Piacenza

In Italia la speranza di vita è aumentata di quasi vent’anni nel dopoguerra: nel 2023 è stata stimata in 81 anni per gli uomini e 85 per le donne. Si tratta di un progresso straordinario, frutto di conquiste sociali che hanno migliorato le condizioni di vita di milioni di persone — dal reddito alla casa, dai servizi alla sanità pubblica — e della presenza, dalla fine degli anni ’70, di un Servizio sanitario nazionale universale. Conquiste ottenute grazie a dure lotte sociali e sindacali.

Le persone anziane rappresentano una risorsa fondamentale per il benessere e la crescita delle nostre comunità: per l’economia, per il welfare, per la coesione sociale tra generazioni e per il patrimonio di memoria e cultura che trasmettono.

Tuttavia, l’invecchiamento della popolazione comporta inevitabilmente nuove esigenze sanitarie e sociali, che ricadono sulle persone anziane e sulle loro famiglie. Per questo abbiamo deciso di promuovere “Avremo cura di te”, una campagna di informazione e sensibilizzazione sulla non autosufficienza.

L’aumento delle fragilità e delle malattie croniche impone al Paese un cambiamento: servono nuovi modelli di cura, servizi territoriali più forti e strutturati e un sostegno reale alle persone e alle famiglie.

Abbiamo rivendicato con forza la legge sulla non autosufficienza, approvata nel 2023, ma di fatto rimasta inattuata. Non possiamo più affidarci soltanto al mercato del cosiddetto “badantato”, che in questi anni ha rappresentato, per molti versi, una soluzione di emergenza in assenza di servizi pubblici adeguati.

Occorre invece rafforzare un modello pubblico e universale di welfare, spostando il baricentro dei servizi sociali e socio-sanitari nei luoghi di vita delle persone, rendendoli più efficaci in termini di prevenzione, cura e riabilitazione.

In questi anni lo Spi, insieme alle altre organizzazioni sindacali, ha lavorato per portare la non autosufficienza e il benessere degli anziani al centro dell’agenda pubblica. Ma il traguardo è ancora lontano: la legge deve essere finanziata e resa operativa, e l’intera rete dei servizi territoriali va rafforzata.

In Emilia-Romagna si è costruito nel tempo un sistema di welfare integrato che rappresenta un punto di riferimento anche a livello nazionale. Oggi, di fronte ai cambiamenti demografici e sociali, è necessario un ulteriore salto di qualità per garantire equità e potenziare in modo strutturale la rete dei servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari.

Il motore di questo sistema è — e deve continuare a essere — il Fondo regionale per la non autosufficienza (FRNA), che finanzia in larga parte i servizi per le persone anziane non autosufficienti e per le persone con disabilità. Al contrario, il contributo del Fondo nazionale è del tutto insufficiente: lo Stato copre circa il 15% delle risorse che la Regione Emilia-Romagna mette in campo per garantire questi servizi.

Per questo stiamo realizzando una campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta alle persone non autosufficienti, ai loro familiari, ai caregiver e all’opinione pubblica.

L’obiettivo è rompere il silenzio che circonda la non autosufficienza, denunciare le speculazioni, valorizzare le buone pratiche e promuovere una nuova cultura della cura come responsabilità collettiva.

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