Home / Lotte e vertenze / Scuola, il 7 maggio sciopero negli istituti tecnici. A Piacenza volantinaggio al Marconi e incontro in Prefettura

Scuola, il 7 maggio sciopero negli istituti tecnici. A Piacenza volantinaggio al Marconi e incontro in Prefettura

Una riforma contestata in tutta Italia

Il 7 maggio il mondo della scuola incrocia le braccia. Docenti, personale ATA e dirigenti degli istituti tecnici sono chiamati allo sciopero nazionale contro una riforma che, secondo la FLC CGIL, ridisegna profondamente l’istruzione tecnica riducendone qualità e funzione educativa.

Al centro della protesta c’è il timore di un arretramento culturale prima ancora che didattico: meno ore di insegnamento, più spazio a un modello di formazione sempre più orientato al lavoro precoce, meno centralità per le discipline di base e per i laboratori. Un impianto che il sindacato definisce senza mezzi termini “un taglio al futuro”.

Le iniziative a Piacenza

Anche sul territorio piacentino la mobilitazione prende forma con iniziative concrete. La mattina del 7 maggio, a partire dalle 7.45, la FLC CGIL di Piacenza sarà davanti all’Istituto Marconi per un volantinaggio rivolto a studenti, famiglie e personale scolastico.

Un momento di confronto diretto, pensato per spiegare le ragioni dello sciopero e allargare la partecipazione oltre il personale della scuola.

A seguire, una delegazione sindacale sarà ricevuta dal Prefettura di Piacenza. In quell’occasione verrà consegnato un documento ufficiale con le criticità della riforma, destinato al Ministero dell’Istruzione e del Merito e al Governo.

I numeri dei tagli

Nel mirino della protesta ci sono dati precisi. La riforma prevede una riduzione di circa 132 ore nel curricolo nazionale, con un impatto diretto su materie fondamentali come italiano, scienze e discipline tecniche di base.

Ancora più pesante il taglio sulle materie di indirizzo: oltre 560 ore in meno nell’arco del quinquennio. Una sforbiciata che rischia di tradursi non solo in una formazione più debole per gli studenti, ma anche in possibili esuberi tra i docenti.

A questo si aggiunge l’anticipo dei percorsi di formazione lavoro già al secondo anno e una riduzione delle ore di laboratorio, elementi che – secondo il sindacato – “sviliscono il valore dell’istruzione tecnica”.


“La scuola non può diventare un’appendice del mercato”

La posizione della FLC CGIL di Piacenza è netta.
“La riforma trasforma la scuola in un’appendice del mercato, sacrificando il pensiero critico e le basi culturali dei ragazzi”, sottolinea la segreteria territoriale.

Da qui la richiesta: ritiro del provvedimento o, in alternativa, uno slittamento almeno all’anno scolastico 2027/2028, per aprire un confronto reale con chi la scuola la vive quotidianamente.

Una battaglia che chiama in causa tutti

Lo sciopero del 7 maggio non riguarda solo il personale scolastico. La FLC CGIL chiama in causa l’intera comunità educante: studenti, famiglie, territorio.

Perché la posta in gioco – è il messaggio che arriva anche da Piacenza – non è soltanto l’organizzazione degli istituti tecnici, ma il modello di scuola e di società che si vuole costruire nei prossimi anni.

Social

Banner CGIL Piacenza

Articoli

Argomenti