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“Stesso lavoro, stessi diritti” e sanità pubblica: il 9, 10 e 11 settembre tre giorni per firmare online

“Stesso lavoro, stessi diritti” e “La salute è un diritto”: prosegue la campagna sostenuta dalla CGIL. Le proposte chiedono parità di salario e tutele lungo la catena degli appalti e più risorse, personale e servizi per il Servizio sanitario nazionale. Si può firmare online con SPID o CIE.

PIACENZA – Tre giorni per trasformare un click in una firma. Il 9, 10 e 11 settembre la campagna a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare su appalti e sanità pubblica rilancia la mobilitazione con i “Click Days”: l’invito è a sottoscrivere online, attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia, utilizzando SPID o Carta d’identità elettronica.

Le due campagne sono partite a maggio, dopo il deposito delle proposte in Cassazione, e hanno già superato la soglia delle 50mila sottoscrizioni necessaria per portare una legge di iniziativa popolare in Parlamento. La raccolta però non si è fermata: l’obiettivo dichiarato dalla CGIL è allargare la partecipazione e dare maggiore peso alle richieste su due questioni che riguardano milioni di persone, dentro e fuori i luoghi di lavoro.

Anche a Piacenza la campagna era stata presentata lo scorso maggio con l’“Assemblea delle Assemblee” alla Camera del Lavoro, coinvolgendo delegati e lavoratori della logistica, dell’industria, dei servizi, della sanità e del pubblico impiego. In una provincia nella quale appalti, subappalti ed esternalizzazioni attraversano una parte consistente del tessuto produttivo, il primo dei due testi ha un significato particolarmente concreto.

Appalti: stesso lavoro, stesso salario e stessi diritti

La proposta “I diritti non si appaltano” interviene sull’articolo 29 del decreto legislativo 276 del 2003 e parte da un principio semplice: se una persona lavora nelle attività che fanno parte del ciclo produttivo dell’impresa committente, il ricorso all’appalto non dovrebbe diventare uno strumento per ridurre salario e tutele.

Il testo contiene sette direttrici. Chiede stesso salario e tutele per chi lavora in appalto, compensi equi anche per il lavoro autonomo, maggiore responsabilità del committente sulla salute e sicurezza, responsabilità in caso di violazioni contrattuali e salariali, assunzione diretta quando viene accertato un appalto illecito, limiti alle catene di subappalto e maggiori obblighi di informazione e confronto con lavoratori e organizzazioni sindacali.

L’obiettivo è contrastare quella frammentazione per cui persone che lavorano fianco a fianco, talvolta svolgendo mansioni analoghe, possono dipendere da aziende diverse, avere contratti diversi, salari differenti e differenti livelli di protezione.

È proprio il meccanismo che lo slogan della campagna sintetizza in poche parole: “Stesso lavoro, stessi diritti”.

Sanità: portare il finanziamento almeno al 7,5% del Pil

La seconda proposta riguarda invece il diritto alla salute e punta a rafforzare il carattere pubblico e universalistico del Servizio sanitario nazionale.

Uno dei punti più rilevanti è l’obiettivo di portare il finanziamento del Fondo sanitario nazionale ad almeno il 7,5% del Pil. Ma il testo interviene anche sul personale, chiedendo assunzioni stabili, valorizzazione professionale e superamento dei tetti di spesa; sul potenziamento della sanità territoriale prevista dal DM 77 del 2022, con Case e Ospedali di Comunità e distretti; sulle liste d’attesa e sulla presa in carico dei pazienti; sull’assistenza domiciliare e sulla non autosufficienza.

La proposta parte dall’articolo 32 della Costituzione e dalla legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale del 1978: rendere il diritto alla salute concretamente esigibile indipendentemente dal reddito e dal luogo nel quale si vive.

Come si firma online

La procedura richiede pochi minuti. Si accede alla piattaforma ufficiale del Ministero della Giustizia, ci si identifica attraverso SPID o CIE e si sottoscrive digitalmente la proposta. Le due leggi sono distinte: chi vuole sostenerle entrambe deve quindi effettuare due firme separate.

Per la proposta sul diritto alla salute:
Firma sul portale del Ministero della Giustizia

Per la proposta “I diritti non si appaltano”:
Firma sul portale del Ministero della Giustizia

La raccolta continua anche attraverso i banchetti e le strutture sindacali. Nei tre “Click Days” del 9, 10 e 11 settembre, però, l’obiettivo è soprattutto utilizzare la possibilità offerta dalla firma digitale: telefono alla mano, SPID o CIE e pochi minuti per sostenere una o entrambe le proposte.

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